Gli strumenti di lavoro dello storico del XXI secolo

Molti pensano, a livello di strumentazione, a un archeologo o a un pittore, o a un architetto per esempio, i quali per poter eseguire il loro lavoro hanno bisogno di strumenti adatti. A questa categoria possiamo ovviamente far rientrare anche coloro che si occupano delle materie scientifiche.

E invece uno storico? Ha degli strumenti necessari per eseguire il proprio lavoro? Secondo me sì,  ci sono strumenti che sono in grado di aiutarti e facilitarti il lavoro ovunque tu sia. Un minimo di metodologia storica unita alla pratica di tutti i giorni :)

Ora stilerò un elenco del materiale minimo che ogni storico dovrebbe avere (possibilmente) dietro:

1 Quaderno bibliografico (o diario metodologico): dove scrivere quello che leggi, consulti ovunque vai. Serve per vedere cos’hai fatto durante i giorni, cos’hai visto, per segnarti riferimenti bibliografici, per scrivere schizzi d’idee e per avere il punto della situazione sul tuo lavoro. Per di più può servire a un altro studioso per verificare i tuoi procedimenti, e capire cosa ti può esser servito o no. Penso che sia la prima volta che venga attuato un esperimento del genere (l’idea me l’ha data un mio docente l’anno scorso discutendo di metodologia storica), e a conti fatti so che a questo punto non ne posso fare a meno.

2 Quaderno archivistico (per chi ha in previsione del proprio lavoro di andare a ricercare nei vari archivi): questo quaderno invece ti serve per scrivere in un unico luogo l’analisi dei pezzi archivistici che hai visionato, creando tabelle e aiutandoti nella ricerca, così puoi confrontare in parallelo le serie documentarie e confrontarle con la bibliografia a corredo.

3 Penne varie e matite: meglio più d’una, che siano adatte a te, in modo da non farti venire male alla mano (esperienza docet) :)

4  Tessere delle varie biblioteche: avere sempre, ove è possibile farla, la tessera della biblioteca ti permette di prendere in prestito i libri in caso tu abbia bisogno di ragionarci di più a casa, e puoi anche avere accesso a diversi servizi che alla lunga ti possono diventare comodi.

5 Spiccioli e tessera delle fotocopie: sempre portarsi i soldi dietro, specialmente gli spiccioli. In molte associazioni culturali provviste di biblioteca  e di sala di lettura, o negli Archivi di Stato, il servizio fotocopie (sia di libri che di documentazione archivistica) è gestito dal loro personale, e di solito, sempre per esperienza personale, tirare fuori un biglietto da 20 è un problema, per mancanze di resto da darti.                       La tessera delle fotocopie se hai preso il libro in prestito e devi fotocopiarlo in un luogo a te “famigliare” come l’università, in modo da selezionare con calma il materiale che ti può servire. Oppure esistono anche, tipo alla Biblioteca Berio o all’Universitaria di Genova, distributori di tessere da “riempire” con spiccioli (altro uso per gli spiccioli) per avere un tot di fotocopie. Utile se il libro è solo in consultazione e tu ne hai assolutamente bisogno.

6 PC Portatile o netbook: ormai il pc è entrato nella vita di tutti, ed è pure entrato nella vita degli studiosi. Utile se bisogna trascrivere documenti oppure trascrivere interi pezzi di pagine,, con un pc si fa molto più celermente. Inoltre potete portarvi dietro sempre documenti in formato PDF o scannerizzati/fotografati da voi e le bozze della tesi. Il pc portatile è da portare in base al peso e alla comodità della borsa, alcune, con libri dentro, vi tagliano davvero la spalla. Sennò potete o portarlo solo quando vi sembra utile per il vostro lavoro, oppure optare per un netbook, molto più piccolo e portabile in ogni borsa o zaino, ma a mio parere da accecarsi gli occhi.

7 Macchina fotografica digitale: sembra una cazzata elencarla nella lista degli strumenti, ma io non esco più di casa se non ce l’ho dietro.  In ogni macchina digitale esiste tra le varie “scene” o modelli preimpostati una modalità “documenti”, che funge a ‘mò di scanner.Ormai accettata in molti luoghi culturali, è utile per fotografare sia libri (molto spesso te lo fan fare gratuitamente, in alternativa si paga un prezzo forfettario) sia documenti all’Archivio di Stato, con la possibilità per questi ultimi di visionarli col pc a un ingrandimento maggiore e a una qualità maggiore (lì dipende dalla macchina fotografica che avete in dotazione). Per lo più con l’aumento di capacità della schede SD/xD, con quasi 500 e rotte foto a disposizione, vi permette di strausarla durante la giornata, anche con molto da fotografare.

8 Idee chiare e pianificazione del lavoro del giorno dopo: evitate di perdere tempo, è prezioso, abiate sempre idea ovunque voi andiate di quello che dovete fare e di quello che vi serve. Guardatevi anche in giro per vedere se esiste magari qualcos’altro che vi può essere utile per il vostro lavoro, in modo da appuntarvelo nel quaderno a da consultarlo in futuro. Alla sera prima pianificatevi il lavoro per il giorno dopo, preparandovi anche quali articoli o documenti portarvi dietro, in modo da essere sempre efficienti.

La situazione delle biblioteche cittadine…la Berio

Questa è una piccola invettiva contro la situazione delle biblioteche cittadine, nella fattispecie la Berio. Ora mi trovo a dover scrivere il faticoso compito della tesi specialistica, su storia locale, con una parte delle pubblicazioni amputate e rinchiuse alla Berio. Da circa un anno la situazione dei magazzini è disastrosa: circa a luglio dell’anno scorso è stato chiuso il prestito a magazzino per alcuni locali infettati da agenti batterici. Fino a luglio era stato chiuso solo alcuni magazzini di Conservazione e della Colombiana. Niente d’irreparabile, direte voi! Solo pochi studiosi sono stati danneggiati da questo fatto, fino ad oggi. Ora la situazione è diametralmente peggiore: tutti i magazzini sono stati bloccati, da quelli della moderna a quelli della locale. In pratica ci sono migliaia di volumi bloccati da mesi inutilizzati pronti per essere consultati. Per di più i libri devono essere spediti nel Sud Italia (con spese ingenti) e successivamente ripulire i locali.

Insomma, se volete lavorare su Genova e sulla storia di Genova ci sono solo tre posti ancora disponibili:

La biblioteca della Società Ligure di Storia Patria;

L’Accademia di Scienze e Lettere e la Biblioteca Universitaria..

che situazione orrenda…

Essere come Orazio (Quinto Flacco)

Son tornato da queste parti dopo un pò di tempo, forse troppo, direte voi. Circostante universitarie e non mi hanno costretto a stare lontano da questo blog, e in sè ad arrivare ad oggi, dove finalmente ho ritrovato un pò di tempo libero in mezzo allo studio, per arrivare ad una nuova tappa di concezione della vita. Se, guardando i precedenti post, prima m’interessavo molto da vicino alla politica italiana, dopo i recenti avvenimenti (vedasi Berlusconi, 18enni, veline, polemiche varie, sisnistra inesistente ecc…) son giunto su posizioni di un quasi menefreghismo sull’argomento. Sia chiaro, nè perdo il mio senso critico dalla realtà nè smetterò di leggere le notizie che provengono dalle sale del potere, ma, tranne rarissimi casi, non dedicherò più molti post alla politica, sulla quale, ahimé, sembra che le parole per definirla si sprechino.

Quindi seguirò due precetti di Quinto Orazio Flacco d’ora in poi:

Il primo, per la mia vita in generis, il grande motto carpe diem

Il secondo, per la mia vita politica, praticherò l’otium, curerò il mio orticello di casa e penserò solo a quello che produrrò (da studente).

In conclusione, tanti saluti a tutti, io ritorno al mio caro testo critico su Lessing (di cui a breve dedicherò un articolo qui)

Week-end di riposo!

Dopo una settimana di fatiche e di stress (provato inutilmente) mi concedo un week-end di riposo (e di lavoro) in quel di Siena!

Che cosa farò? Questo…

sliding-stop!

Prossima settimana Open Week di Facoltà!!! (10 febbraio ore 15-18 Balbi2-4-6, Genova)

Dobbiamo proteggere i negazionisti

In queste ultime settimane ha imperato la polemica sul vescovo negazionista lefebriano il quale ha negato la Shoah e le camere a gas.

Non riprenderò le polemiche parola per parola, ma volevo far riflettere, e ricordare che ognuno è libero di esprimere il parere che vuole, per quanto errato.

Io non sono un negazionista, anche se da storico in erba mi piacerebbe leggere un’opera saggistica di questi studiosi i quali negano, con prove, l’esistenza della Shoah agli ebrei nella II Guerra Mondiale e l’uso vero e proprio delle camere a gas. Credono che sia stata tutta una montatura sionista in modo da ottenere uno stato in Palestina e la comprensione e l’accettazione di tutto il mondo.

Dicevo che non sono un negazionista, e sono pure un lettore di Uhlman e di Frank. Da piccolo mi è stata insegnata la vicenda della Shoah e io, dal mio profondo, la reputo vera.

Però non obbligherò mai un negazionista a stare zitto, nè a ritrattare le sue affermazioni. E’ libero di credere (e anche di provare) che la diaspora ebraica non sia mai successa, ed è anche libero di propagandare il suo pensiero al mondo.

Per usare le parole di Voltaire: “Io combatto la tua idea, che e’ diversa dalla mia, ma sono pronto a battermi fino al prezzo della mia vita perche’ tu, la tua idea, possa esprimerla liberamente.”

E’ questo lo spirito vero della democrazia. Proteggere la parola altrui, finchè democraticamente rispetta le altre.

Se non si fa si rischia di creare tanti altri casi simili al processo di Galileo. E non è che se uno non ha la ragione come ce l’aveva Galileo non deve avere lo stesso trattamento di comprensione. Tutti, quando sono obbligati al silenzio e al ritrattare le proprie teorie sono pari a Galileo, perchè si mina a loro la libertà di parola, libertà intransigibile e indiscutibile.

Vite parallele – fatti di cronaca nera

Due fatti di cronaca nera: uno stupro perpetuato da 5 rumeni nei confronti di un’italiana e un barbone indiano bruciato vivo da un gruppo di ragazzini italiani.

Un’assurda legge del contrappasso sembra avvicinare questi due episodi così lontani (non geograficamente, uno è stato commesso a Guidonia e l’altro nella stazione FS di Nettuno, cittadine entrambe nel Lazio), ma entrambi barbarici, di un’empietà cinica e disumana.

Altra legge del contrappasso: nel primo episodio è stata vittima un’italiana, giovane di 21 anni, la voratrice, col suo fidanzato, appartati un una stradina di periferia fuori mano. Nell’altro la vittima è un barbone indiano, che dormiva, come fanno molti barboni, all’interno della stazione FS.

I colpevoli anche loro fanno parte di questo assurdo intreccio tra i due eventi: gli uni 5 ragazzi rumeni, evidentemente sbandati, e dall’altra un gruppetto id giovani ragazzi italiani, tra i 17-28 anni. Entrambi sbandati, una vita quasi da “papponi”, degna di un racconto crudo di Pasolini.

Altro legame: le reazioni. Per il primo caso ci son stati significativi casi di neo-razzismo,  fomentato dalla Lega e dalla Destra, dall’altro un accorato appello dei politici e in prima linea del Capo dello Stato a questo allarme di razzismo che sembra ritornato nel nostro paese.

Quello che possiamo trarre noi d’insegnamento da entrambe le vicende è chegli extracomuniati non sono tutti “cttivi” e “malvagi”, e quindi possono essere linciati, picchiati, perdendo noi l’umanità che abbiamo acquisito in anni di storia. Anche il caso accaduto alla deputata dei Radicali è un allarme in sè. Non si perde la propria umanità davanti a chi non ne ha mostrata. Inoltre, anche all’interno dello “straniero” si può dividere in elementi buoni e in elementi cattivi. Molti, quasi la totalità son venuti qui per cercare una nuova vita, in un Paese che si reputa democratico e pieno di principi egualitari, con i diritti umani che sono rispettati. Son loro che scappano invece da luoghi nei quali la speranza di un futuro e di libertà è oscurata da principi mancanti, quali la possibilità, citando la Costituzione degli Stati Uniti d’America, la ricerca della propria felicità personale.

Il fatto dello stupro è di per sè raccapricciante, ma non per questo dobbiamo rendere tutti uguali a loro gli stranieri che vivono da noi. Mi sembra una cosa infantile.

Tornando invece all’altro fatto di cronaca, quello dell’indiano bruciato vivo, è un indizio di come le nuove generazioni crescano senza stimoli e quindi siano “allo sbando”, vivendo quasi in un film di Kubrick (Arancia Meccanica), o in un film come quello di Pasolini (Accattone). Giovani i quali magari hanno tutto in casa, pc, internet, ipod, ma i quali manca da parte dei genitori un’educazione e un’osservanza dei principi stessi del vivere in un paese democratico come il nostro. Una mancanza di attenzioni in questo caso fondamentale. E, ritornando al discorso sugli extracomunitari, anche tra gli italiani ci sono “pecore nere”. Perchè allora per quel barbone non si è alzato lo stesso polverone di sdegno che si è sollevato per la ragazza di Guidonia?

La sit-com filosofica!!!

Se volete ridere e imparare qualcosa, ecco a voi la sit-com filosofica!!! Nietzsche & Schopenhauer nella vita comune!

GIORNATA DELLA MEMORIA

Io mi son sempre chiesto come mai ogni anno si tenevano le “Giornate della Memoria”. Le consideravo un retaggio del passato, visto che ormai sappiamo tutti cos’è successo agli ebrei nella Seconda Guerra Mondiale, e non sono a loro. Io sono uno di qBambini in un campo di concentramento nazistauelli che cerca sempre di guardare al futuro in maniera positiva.

Però dopo aver visto solo il titolo di questo gruppo (di facebook) e qualche commento all’interno (il gruppo s’intitola “TRASFORMIAMO GLI ZINGARI IN PELLETS”) sono dell’idea che l’umanità ha ancora bisogno di questo promemoria di portata mondiale. Anzi! Non solo per gli ebrei, dovrebbe diventare simbolo questo 27 gennaio anche per gli armeni, per i curdi, per i palestinesi, per ogni minoranza di questo mondo soggetta a torture e violenze. Pure per gli zingari.

Avere fiducia per l’umanità e vedere questi gruppi fondati in un social network come facebook, che è portato al dialogo e alla condivisione reciproca tra esseri umani ha di per sè qualcosa di odioso. E mi dà ancora sui nervi che siano proprio degli italiani, i quali vivono in un paese (sì immerso dai problemi) ma in cui si gode libertà civile e nel quale si è protetti e intrisi di valori quali libertà e carta dei diritti umani ha qualcosa di schifoso. Cosa insegneranno ai loro bambini? Spero che quel gruppo sia uno scherzo… scherzo di cattivo gusto, ma solo uno scherzo…

Antropologia & Relativismo VS Centro sociale

Mentre ero in facoltà oggi, bevendo il mio solito caffè (chiamarlo caffè è troppo ma non saprei trovare altro termine, tranne che “detersivo”), mi ha destato l’attenzione un volantino di un noto centro sociale genovese il quale invitava tutti a una serata musicale intitolata “IN SOLIDARIETA’ PER LA PALESTINA”. Due gruppi invitati: i “PASTICCIO METICCIO” e i “ROMANIAN GIPSY”. Fin qui niente di strano, direte voi. Peccato che, leggendo la descrizione del primo gruppo musicale si nota un’anomalia, non molto giustificabile in un volantino anarchico. Cito testualmente:

apertura della “PASTICCIO METICCIO” che è composta da 12 giovani tra magrebini, italiani,mediorentali che suonano musiche ebraiche dell’Est-Europa tradizionali e rivisitate (kletzmer) .”

Ma come!! “12 giovani tra MAGREBINI, ITALIANI, MEDIORENTALI“??? Loro che dovrebbero combattere l’idea di razza e di distinzione etnica e sociale usano termini che identificano chiaramente (dal punto di vista razziale?? culturale???) delle categorie razziali umane. Italiano… cosa significa?? O anche magrebino! (a prima vista per la persona di strada magrebino è il vucumprà). Il così tanto declamato e contrastato  (per riferimento a fatti o libri nello specifico del criticismo al relativismo spulciare quelli di Pera-Ratzinger) relativismo culturale non c’insegna che alla fin fine l’ITALIANO come concetto non esiste? Chi sarebbe l’italiano, l’uomo italico? Quello sognato e idealizzato con delle caratteristiche morfologiche ben precise dal Fascismo Mussoliniano e dai gruppi di destra estremista (quindi non tanto alto, capelli castani, vita bassa, il tipico uomo o donna mediterranea), oppure si considera come ITALIANO, quindi di NAZIONALITA’ (che anche differenziare le nazionalità ci sarebbe da fare un discorso grossissimo) pure Fiona May??

Se son loro a insegnarci a levare dal nostro cuore e dalla nostra cultura le differenze etniche e razziali forse prima dovrebbero stare attenti ai termini che usano pure per i loro volantini. Visto che di questi tempi la parola sta subendo una svalutazione, forse sarebbe il caso, in difesa di una causa più che giusta (entro certi limiti che i centri sociali qualche volta scavalcano allegramente), quindi quella della pace e dell’unione di tutti gli uomini senza badare al colore della pelle o della religione, a stare attenti a quello che si scrive.

Inizio del nuovo anno all’insegna delle bombe… la Terra Santa in fiamme.

Inizia il 2009, un nuovo anno, ma che anno sarà?

Già dai preamboli sembra preannunciarsi un anno difficile per il mondo intero. Esiste sempre lo spettro della recessione mondiale che aleggia sulle teste della popolazione (poi sulla recessione e sulla fantomatica crisi delle famiglie italiane scriverò un a20878ltro post), il classico blocco del gas russo sull’Ucraina (il volpone di Putin colpisce ancora… vuole a tutti i costi i territori filorussi posti in Ucraina), e ora è pure presente l’ennesima escalation in Terrasanta, tra Hamas, l’organizzazione terroristica e politica al potere in CisGiordania, e Israele, nazione che si è mossa in difesa degli attacchi di Hamas.

Ormai son dieci giorni di combattimenti sfrenati, da quando Hamas ha lanciato un potente attacco missilistico verso i territori israeliani. Di pronta risposta Israele prima ha incominciato a bombardare pesantemente tutta la Striscia di Gaza con bersagli armamenti e postazioni militari di Hamas (ma anche spesso intenzionalmente o meno case e luoghi abitati), mentre due giorni fa, a incominciare un attacco di terra alla città di Gaza con effetti devastanti sulla popolazione e sulla comunità internazionale.

L’Europa ha mosso i passi per una mediazione la quale, insieme all’immancabile Egitto, da anni nel ruolo di mediatore e di pacificatore per i paesi della Lega Araba, vorrebbe portare a un cessate il fuoco da ambo le parti e un rispetto del passato trattato di pace.

Cosa possa portare questa guerra in Medio Oriente è presto detto: a una spaccatura mondiale su due fronti, con partiti avversi anche all’interno dei paesi mediatori. Da una parte paesi che propongono un cessate il fuoco “generico” ai due belligeranti, dall’altra che vorrebbe che fosse Hamas a muovere il primo passo e rispetta la decisione d’Israele di “autodifesa” verso il proprio territorio.

Che Hamas sia stato lo status belli della questione nessuno lo mette in dubbio, la prima mossa, il bombardamento missilistico del territorio israeliano è inaccettabile, ma siamo sicuri che Israele in questo momento non stia approfittando della situazione e abbia in mente un obiettivo diverso da quello di “ripulire” la Striscia di Gaza dai terroristi? Anche la chiusura di Israele a qualsiasi tipo di trattativa con Hamas secondo me è un chiaro segnale di questo attacco fin troppo esagerato. Inoltre sarà interessante vedere la posizione che prenderà il neo-presidente Obama verso lo stato ebraico. Non credo che la politica americana verso Israele possa cambiare di tanto…

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