Archivio per Marzo 2008

Grazie a tutti!

Non mi aspettavo un successo così “internettiano” per il mio post su alphawinux. Ho avuto l’onore di dedicare un post a quella magia di sistema operativo con l’iniziale scopo di far divertire i miei amici con le parole di artattak, visto che, io membro del forum, avevo seguito quella discussione fin dal suo nascere. In un certo senso (e anche per colpa di google che alla parola “alphawinux” il primo link visualizzato è il mio) è come se questo blog con il suo piccolo post sia diventato una sorta di punto di riferimento per tutti i naviganti in cerca del fenomeno alphawinux.

Quindi ringrazio tutti i visitatori del mio blog e tutte le persone che mi hanno commentato. Giovedì son stato il 30° post più letto di wordpress e infine arrivando a venerdì con 227 visite complessive, quindi non posso fare a meno di ringraziare :-)

GRAZIE A TUTTI E…. W ALPHAWINUX! :-D

Auguri Jesterina!

Piccolo appunto personale alla giornata: oggi la mia prima puledra ha compiuto due anni.

Tra un anno sarà (se Dio vorrà) il suo Futurity di reining

Auguri Jesterina Jane! (SIRE Peppy San Jester [Birillo] x DAM Miss Oakolena)

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E’ la puledra saura…

Facoltà, problemi….e i rimedi? Speriamo che arrivino presto

La nostra beneamata facoltà è approdata su Primocanale. Grazie all’intervento di uno dei nostri più intraprendenti rappresentanti studenteschi del nostro Ateneo i disservizi di Lettere e Filosofia sono approdati a Primocanale, una delle più famose (se non la più famosa) rete televisive cittadine.

In questi link potete trovare i servizi inchiesta svolti dai giornalisti di Primocanale al nostro ameno loculo di studio

http://www.primocanale.it/viewvideo.php?id=17117 qui ci stanno le interviste ai nostri rappresentanti di facoltà, e poi sono stati anche prodotti questi altri servizi

27/03/2008 ore 16:35
INCHIESTA, I PROBLEMI DELL’UNIVERSITA’ (5)
:: GENOVA :: CRONACA ::

26/03/2008 ore 16:39
INCHIESTA, I PROBLEMI DELL’UNIVERSITA’ (4)
:: GENOVA :: CRONACA ::

25/03/2008 ore 12:40
INCHIESTA ATENEO: “AULE AFFOLLATE E PROF ASSENTI”
:: GENOVA :: CRONACA ::

21/03/2008 ore 12:24
INCHIESTA, I PROBLEMI DELL’UNIVERSITA’ (2)
:: GENOVA :: CRONACA ::
20/03/2008 ore 21:15
INCHIESTA, I PROBLEMI DELL’UNIVERSITA’ (1)
:: GENOVA :: CRONACA ::
18/03/2008 ore 18:57
STANGATA TASSE UNIVERSITA’, ARRIVANO I RIMEDI
:: GENOVA :: CRONACA ::
Inoltre potete trovare qui la discussione ufficiale sul forum dei rappresentanti dei studenti di Lettere sulla vicenda Primocanale
e la questione del CSB di Lettere “Crippa” qui e qui sempre sul sovracitato forum.
IMPORTANTE! IL 9 APRILE ALLE ORE 14 IN AULA N DI BALBI 4 LA PRIMA ASSEMBLEA PLENARIA DELLA FACOLTA’.
E’ OBBLIGATORIO PARTECIPARE! LIBERTA’ E’ PARTECIPAZIONE!

Non sapete che sistema operativo usare? Siete stanchi di Windows e Linux non vi attira? Usate AlphaWinux!

Questa non potevo ignorarla, è fantastica, superlativa, la magia delle trollate di internet. Però questa qui in ambito informatico le supera tutte, veramente.

Leggete qui e tutte le risposte alla fanfaronata del secolo. Non potete perderla! :-D

Intanto vi posto il logo di AlphaWinux (creato ad arte da frikes sbeffeggiare il fantomatico programmatore artattak)

AlphaWinux

E mi raccomando…LEGGETELO!

Le contraddizioni di Internet: libertà ed egemonia

Internet viene visto fin dal suo concepimento come un luogo libero e di confronto. Un luogo in cui discutere, scambiare, offrire alternative. Uno spazio dove tutto e tutti si confrontano, vengono letti o scrivono alla massa.

In questi ultimi anni si son prodotte due contraddizioni in sè al sistema, ontologicamente contrarie alla stessa parola internet (International Network), e queste due contraddizioni sono Google da una parte e Wikipedia dall’altra.

Voi mi chiederete perchè mai dirò questo. Semplicemente perchè Google da una parte è diventato IL motore di ricerca (ammazzando gli altri) e LA Wikipedia (usata anche dal sottoscritto, non certo nascondo la mano dopo aver lanciato il sasso) come la Bibbia o l’enciclopedia definitiva.

La vicenda di Google può essere spiegata brevemente come uno scontro “commerciale” all’interno del mercato dei motori di ricerca. Google semplicemente, nella sua semplicità iniziale (prima che arrivassero GMail, Calendar e affini), si è proposto come un motore usabile da chiunque, senza complicazioni di sorta. Inserisci il termine e lui ti offre i risultati, togliendoti un bel 50% di spam dai dati. Però allo stesso tempo ha tolto visibilità ai nuovi naviganti di motori di ricerca alternativi e ben più “anziani” della grande G. Motori come Altavista, Lycos, il vecchio e compianto Virgilio sono spariti dagli sguardi degli internauti del XXI secolo mentre chi, come me e tanti altri, incominciò a navigare sulla Rete già nel secolo precedente, conosceva per bene e usava anche.

Mentre per Wikipedia il discorso è diverso. Lo scambio di informazioni, sopratutto portate da appassionati di tematiche specifiche fu proprio tra i successi di internet. Trovare tutto quello che vuoi, e pure in molteplici varianti. Ora queste varianti si son ridotte a una sola, la Wikipedia, l’enciclopedia online. In sè è pure errato guardare sulla wikipedia, perchè, seppur libera, può contenere errori al suo interno o per malafede dell’articolista o per semplice dimenticanza e ignoranza. Anche lo stesso fondatore della Wikipedia riscontrò la tendenza a considerare l’enciclopedia online come l’unica fonte d’informazioni sulla rete andando in contraddizione con il concetto stesso della rete di scambio globale d’informazioni. La Wikipedia si è imposta come una fonte di ricerca di informazioni sul web. Non si rischia di andare controcorrente?

Una conversione inaspettata: Magdi Allam

Stamattina tra un occhiata al cellulare per i consueti messaggi di auguri e una ad internet, mi ha colto alla sprovvista una notizia del tutto sorprendente: la conversione, nel Sabato dell’Attesa, di Magdi Allam al cattolicesimo, battezzato e ha officiato della cresima e della comunione.

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Dopo un bel pò, ripreso dallo sgomento della prodigiosa notizia, sono andato sul corriere della sera (essendo lui vice direttore ad personam) e mi son letto questa lettera indirizzata allo stesso direttore del Corriere con la quale motivava la sua scelta di convertirsi.

La sua scelta è stata un lungo e faticoso percorso di comprensione e di ricerca della Fede e della Verità, aiutato anche da eminenze belle alte nella gerarchia ecclesiastica pontificia e non (Bertone e Fisichella, per citare due nomi), e infine con la decisione della conversione pubblica (si può dire proprio così, vista la trasmissione su Rai 1 delle immagini) sabato sera battezzato direttamente da Benedetto XVI in persona e prendendo il nome di “Cristiano” in aggiunta ai suoi precedenti.

Da ieri sera è Magdi Cristiano Allam.

Non si può che lodare il suo coraggio e il suo percorso di Fede. Spero solo che adesso non si getti insensatamente contro l’Islam e la sua precedente cultura. Spero che la conservazione del suo nome natale, Magdi, li faccia ricordare le sue origini e matrici e, anche se non ha mai professato l’Islam, in qualche modo rispetti quelli che la professano nella loro profonda libertà e rispetto per gli altri culti. Mi appello alla sua intelligenza di uomo di lettere e di cultura, di profondo conoscitore delle realtà della Terra Santa, così da non incominciare una caccia alle streghe moderna contro la mezzaluna.

Anzi, che nella sua nuova posizione aiuti gli i cattolici convertiti in quei paesi come in Italia dal non essere minacciati da forze estremiste che non fanno altro di gettare fango nella loro religione. Siamo tutti fratelli Magdi Cristiano, ricordatelo sempre.

Scipione Cicala, un genovese Pascià

Nessuno o quasi conosce la storia di Scipione Cicala (1552-1605), genovese di nascita e successivamente arrivato persino alla carica di Gran Visir (la tenne solo per 40 giorni, dal 27 ottobre 1596 al 5 dicembre 1696) durante il sultanato di Mehmet III (1595-1603).

Scipione Cicala

Figlio di un corsaro, Vincenzo Cicala, che servì anche sotto Andrea Doria con la qualifica di capitano, venne catturato con suo padre durante la battaglia di Djerba e venne portato a Costantinopoli. Mentre suo padre venne liberato subito (e morì subito dopo mentre, passato da Pera, tentò di raggiungere Messina), il nostro venne ancora trattenuto. Gli fu posta l’alternativa di essere messo a morte oppure di abiurare il Cristianesimo e di abbracciare l’Islam, così entrando nel corpo dei Giannizzeri. Lui scelse la seconda.

In questo modo la sua vita ricominciò col nome di Cığalazade Yusuf Sinan Paşa (oppure Cağaloğlu Yusuf Sinan Kapudan Paşa) e l’addestramento nel corpo dei Giannizzeri.

Dopo l’addestramento al servizio dell’Impero, Scipione Cicala fu adibito al Palazzo Imperiale, raggiungendo in breve tempo il rango di silahtar. Per qualche tempo si vociferò che alla rapidissima ascesa del convertito italiano non fosse estranea la sua straordinaria bellezza, che aveva “fatto colpo” sull’imperatore Süleyman il Magnifico (ovvero Solimano II); la cosa rimase però allo stato di voci. Certo è che Solimano II lo ebbe in grazia, concedendogli come spose due sue nipoti (la prima nel 1573 e la seconda nel 1576); si trovò a godere di grande ricchezza, di un incarico di prestigio e della protezione presso la Sublime Porta.

Nel 1575 divenne ağa dei Giannizzeri, mantenendo tale carica fino al 1578. In seguito svolse servizio attivo nella lunga guerra tra l’Impero Ottomano e la Persia (1578-1590). Fu nominato beylerbey (governatore generale) di Van nel 1583 e, nello stesso anno, assunse il comando della grande fortezza strategica di Erevan, in Armenia, che gli comportò la nomina a Visir. Sempre come beylerbey di Van svolse un ruolo di primo piano nella campagna militare contro la città persiana di Tabriz (1585). Nel 1586 viene nominato beylerbey di Bayazıt e combatte con successo nella Persia occidentale durante gli ultimi anni della guerra, conquistando le città di Nihavand e Hamadan e facendole annettere all’Impero Ottomano.

Dopo la pace del 1590, Scipione Cicala viene nominato beylerbey di Erzürüm. Nel 1591 viene nominato Kapudan Paşa, vale a dire Grand’Ammiraglio della flotta Ottomana (il termine Kapudan, reso talvolta in italiano come Capuàn di Mare, deriva dall’italiano capitano). È a questo punto che aggiunge al suo titolo la denominazione di Sinan, cioè “genovese” (dal nome ottomano di Genova, Sina, derivato direttamente da Zena -ricordiamo che la colonia genovese a Costantinopoli era molto antica, insediata nel quartiere di Galata), che dovrebbe testimoniare senza alcun dubbio le sue vere origini. Scipione Cicala mantiene tale carica fino al 1595, quando sotto il granvisirato di Koca Paşa viene promosso Quarto Visir.

Scipione Cicala ha doti militari non comuni; viene posto a capo anche di una flotta corsara che, nel 1594- 1595, compie numerose e violente incursioni nell’Italia meridionale, particolarmente in Calabria; Soverato, Cirò Marina e la stessa Reggio vengono messe a ferro e fuoco, e ancora adesso è nota la strofa popolare riportata in citazione all’inizio. Da qui Scipione Cigala, oramai Cağaloğlu Yusuf Sinan Kapudan Paşa (Cağaloğlu è formato su Cağal -pron. giaàl-resa turca di “Cicala” o “Cigala”- e oğlu “figlio di”) oppure Cığalazade Yusuf Sinan Paşa (ove -zade è suffisso persiano sempre dal significato di “figlio di”) si sposta in Ungheria. A quell’epoca l’Impero Ottomano è in guerra contro l’Austria, e Cicala viene nominato Terzo Visir ed accompagna il sultano Maometto III nella campagna del 1596. Nel settembre dello stesso anno conquista la fortezza di Hatvan, ed è presente al successivo e vittorioso assedio della città di Eger e alla battaglia di Mező-Kerésztes (in ottobre). Prende quindi parte all’assalto finale, che dopo un inizio disastroso si volge in un’inaspettata e grande vittoria per gli Ottomani. In ricompensa per i suoi servigi, viene nominato Gran Visir il 27 ottobre 1596.

Scipione Cicala si rivela un Gran Visir fin troppo energico. Usa le maniere forti per ristabilire la disciplina tra le truppe Ottomane, poi interviene con durezza contro i Tartari di Crimea, che si erano sollevati, provocando un notevole malcontento. Quel che più conta, buona parte della corte, favorevole al ritorno al granvisirato di Damat İbrahim Paşa, trama contro di lui, e con successo. Dopo soli 40 giorni di carica, Scipione Cicala viene deposto il 5 dicembre 1596.

Dal dicembre 1597 al gennaio 1598 torna alla carica di beylerbey a Damasco; nel maggio 1599 viene nominato Kapudan Paşa per la seconda volta e viene di nuovo inviato in Italia al comando di una flotta corsara. Nel 1602 la sua meta è di nuovo la Calabria. La città di Reggio è in preda alle ostilità intestine tra i Melissari e i Monsolini, con morti e feriti; il capitano turco-genovese intende approfittarne per impadronirsene. Al momento dell’incursione, però, la flotta turca viene fatta oggetto di un fitto ed inaspettato cannoneggiamento, e Scipione Cicala viene costretto a recedere nella rada di Motta, dove sbarca ed attende tempi migliori per marciare su Reggio. Ad un certo punto, tenta la conquista attraverso uno stratagemma: prende uno dei suoi soldati, un sardo di bassissima statura anch’esso a suo tempo catturato in una scorreria, e lo traveste da soldato spagnolo. Il sardo viene, per la sua minuscola statura, introdotto nei cunicoli che conducono alla rocca, per aprirne le porte; ma vi rimane incastrato. Visto l’insuccesso dello stratagemma, il Cicala tenta l’azione di forza con 3000 uomini che vengono fronteggiati da 1000 reggini, tra cui 400 uomini condotti da Gerolamo Musitano, che lo sconfiggono a Sant’Agata.

Nel 1604 assume il comando del fronte occidentale, dov’era scoppiata una nuova guerra tra gli Ottomani e i Persiani. La sua campagna del 1605 fu disastrosa: le forze da lui guidate contro Tabriz subirono una disfatta presso il lago Urmiya, e Cicala dovette ritirarsi verso la fortezza di Van, e poi in direzione di Diyarbakir. Morì nel corso di questa ritirata nel dicembre 1605. Altre fonti vogliono però che sia morto in Podolia.

Da Cağaloğlu, uno dei nomi turchi di Scipione Cicala, prese nome un intero quartiere di İstanbul che ancora si chiama così ai nostri giorni. Il quartiere è stato noto per essere una sorta di Fleet Street, essendo sede di molti giornali e pubblicazioni e quindi “cuore della stampa”. Scipione Cicala vi si era costruito un palazzo e un bagno turco (hammam), che fu ricostruito nel 1741. Ancora oggi lo si può ammirare.

Non c’è dubbio che fu una personalità originale, intensa ma figlia del suo tempo. Non rinnegò mai le sue origini genovesi e mantenne in corpore tutte le sue abilità marinare tipiche di un uomo della sua levatura.

La particolarità di Scipione Cicala ai nostri giorni che, oltre ad essere il tema di una canzone di De André (Sinùn Capudàn Pascià) e la mancanza evidente di studi su di lui e sulle sue gesta. Mancano proprio riferimenti accademici a questo uomo che, seppur poi diventato turco, rimase sempre un genovese al di fuori della Superba, uno dei tanti dell’Impero dei Genovesi.

Prove…di corsa

Finalmente mi son deciso a ricominciare. Ho trovato il coraggio di farlo, ne è valsa la pena. Ho ricominciato a fare un pò di jogging, o running, o in italica lingua correre. Ho fatto un breve test per saggiare le mie qualità rimaste (il fondo del barile raschiato per bene) su un breve percorso che tra andata e ritorno son più o meno 3 chilometri.

Calzate le scarpe nuove, fasciatomi il braccio con l’ipod, mi avventuro sul duro asfalto di una fredda mattina di marzo, non ad un’ora proibitiva (le 10 di mattina). Superato lo slancio iniziale della novità, ho incominciato a far lavorare il cervello in modo da impostare un ritmo ben determinato per raggiungere la mia meta. Con qualche difficoltà iniziale (legate più alla fascia che alla mia persona) raggiungo il traguardo. Ormai a sera posso dire che non ho risentito di questa breve corsetta e che le mie Nike sono fantastiche (comprate ad hoc alla Decathlon per il nuovo evento). Gli unici due ostacoli a questo son solo il tempo a disposizione alla mattina di giorno lavorativo e l’ora solare. Se ho la costanza di continuare in ogni caso otterrò ottimi risultati non solo per il mio fisico, ma anche per lo studio. Si studia meglio dopo uno sforzo del genere, si è più vigili e agili persino di mente.

Archivio di Stato di Genova: alcune riflessioni

Oggi sono andato all’Archivio di Stato, come preannunciato nel post precedente. Dire che questa visita/studio è stata sconvolgente è dir poco. In una giornata mi sono accorto di mancanze terribili nella mia preparazione e anche di quanto sia profonda la Vera ricerca storica, quella basata sui documenti. Ha cambiato in me lo stesso concetto di ricerca su fonti, che fino a quel momentola mia mistica credenza non ha mai crollato nè ceduto. Ho capito che se voglio far strada lì devo saperci fare, devo entrare in contatto con i documenti il più possibile e che non basta archivistica per entrare in un archivio.

Mi spiego meglio: in un archivio entri benissimo con la sola materia di archivistica, ma riesci, come me, a capire solamente il funzionamento dell’archivio in sè, ma non del suo contenuto. E invece per noi storici il contenuto il succo della ricerca. Ma cosa serve per usare, capire, annusare e appassionarti ai documenti? Altre materie che, per colpa dei crediti e del vecchio piano di studi strampalato, non erano accessibili come esami. Vuoi per una cosa, vuoi per un’altra, e vuoi anche per quelle stupidissime credenze becere che girano in facoltà, materie come diplomatica, codicologia, paleografia latina e in una certa misura bibliografia vengono evitate. Anche l’archivistica fa parte di questo (povero) gruppetto denigrato ai margini della società universitaria (dagli studenti, beninteso). Ma come un antichista deve saper leggere una fonte epigrafica, sia greca che latina, uno storico medievista o modernista deve saper leggere una fonte pergamenacea oppure cartacea, per estrapolare la base di un qualsiasi lavoro storico, le informazioni. Senza le informazioni e le nostre analisi incrociate non serve a niente persino fare lo storico. Se non avessimo fonti, e nel mio/nostro caso i documenti, e se non abbiamo la possibilità di capirli, leggerli e apprezzarli per il loro valore, allora tanto vale andare a scegliersi un altro lavoro.

Questa è la sacrosanta verità.

Oggi Berio e domani…Archivio!

Oggi pomeriggio l’ho passato quasi completamente in solitaria alla Berio. Si è rivelato alla lunga un ottimo posto, silenzioso (però il fedel ipod in caso d’evenienza lo avevo dietro), ben fornito di testi dei quali alcuni ne ignoravo la conoscenza (e che provvederò subito a leggere e in alternativa a fotocopiare). E’ anche ben posizionato e la possibilità di consultare DIRETTAMENTE i testi (una parte, gli altri a magazzino) si rivela una scelta opportuna per chi, come me, spulcia, curiosa e ha mille interessi. Poi esiste anche la raccolta locale, il quale il sottoscritto è un affezionato cliente (i testi su Chio si trovano quasi tutti lì o alla sezione colombiana). E dopo questa ottima esperienza beriana domani mattina visita all’Archivio di Stato a Sarzano. Non visita turistica o guidata, in visita lavorativa. Domani mi confronterò direttamente col passato e insieme col futuro. Con l’essenza del ricercare dello scrivere storia. Senza intermediari.

P.S. Per caso ho scoperto questo browser game stupido sulla fondazione di una città e penso gestione (tipo la serie Sim City) ma funziona a visite. Io lascio qui il link alla pagina, poi voi se volete andate a vedere e insieme vediamo cosa succede :-)

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