In una pausa piuttosto lunga prima d’incominciare il lavoro per il giorno dopo per le varie lezioni (ben 20 pagine di fotocopie su vescovi, monaci tutti in Medioevo Style), mi apprestavo a una minima informazione dalle rassegne stampe dei principali giornali italiani (sostanzialmente tre: Il Sole 24 Ore, La Repubblica e il Corriere della Sera) non mi poteva cadere l’occhio storico sulle affermazioni di tale uomo corrispondente a nome di Ciarrapico, candidato al Senato del PdL.
Facendo la piccola premessa che non voterò certo per PdL ma neanche Pd, e che sono antifascista ma col cervello, codesto uomo soffre ancora di anacronismo. Ma il Fascismo non si è rivelato una forma di potere inadeguata e insulsa per il nostro Paese? E poi, nel 2008, a quasi 70 anni ormai dall’era fascista, ha ancora senso parlare di fascismo? Di buttare legna su un fuoco che ormai si è estinto? Il fascismo è nato come risposta alla fame e ai problemi dell’Italia post Grande Guerra, quando ci trovavamo con una nazione in ginocchio e alla fame, seppur vincitori (quasi di Pirro). E affermare che lui non ha
Mai rinnegato il fascismo
ha senso avendo passato pure un revisionismo storico? Persino Fini ha dichiarato codeste parole «Fosse dipeso da noi… – ha detto Fini allargando le braccia – non è stata una nostra scelta».E se non è stato lui, ex-fascista rinnegato, chi è stato? Ovviamente Berlusconi, forse questa volta prendendosi un granchio grosso come una casa e portandosi nella sua casupola politica un problema spinoso quanto un campo di cactus lungo la Route 66. Persino Bossi gli è andato contro. Cosa vuole ancora per farsi dire che è stato un errore fatale inserire nelle liste Ciarrapico? Una telefonata di Mussolini?

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