E’ da un anno, più o meno, che ascolto questa canzone de “La Compagnia dell’Anello”, gruppo veneto di leggera matrice nazionalista e destroide (ma a dirla tutta non me ne frega un accidente).
La canzone racconta di Perasto, uno degli ultimi possedimenti della Serenissima che, all’alba del 23 agosto 1797, con la Repubblica Veneziana venduta agli austriaci da Napoleone già dal 12 maggio, fecero il gesto di tumulare il gonfalone della Serenissima sotto l’altare della chiesa, in modo che non venisse preso.
Questo è il testo della canzone:
Genti di Cattaro
in chiesa riunite
di Perasto le donne
nero vestite
amaro è il momento
alfine arrivato
lacrime amare
avete versato
corso o francese
Dalmazia hai venduto
l’Austria arriva
fra qualche minuto
non siam mai scappati
nè vinti o paurosi
non c’han mai sconfitto
tempeste o marosi
Ti con nu, nu con Ti
Per noi quattrocento
gli anni passati
fedeli ai leoni
come angeli alati
bandiera sepolta
per secoli invitta
sotto l’altare
non sarà mai sconfitta
e mentre a Venezia
la feccia giacobina
ubriaca impazza
e diventa assassina
noi di Perasto
liberi e fieri
il cuore a Venezia
e fuoco ai velieri!
Ti con nu, nu con Ti!
E questo è il testo del discorso il Capitano di Perasto, Giuseppe Viscovisch:
In sto amaro momento, che lacera el nostr cor, in sto ultimo sfogo de amor, de fede al Veneto Serenissimo Dominio, al Gonfalon de la Serenissima Republica, ne sia de conforto, o cittadini, che la nostra condotta passata e de sti ultimi tempi, rende non solo più giusto sto atto fatal, ma virtuoso, ma doveroso par nu.
Savarà da nu i nostri fioi, e la storia del zorno farà saver a tutta l’Europa, che Perasto ha degnamente sostenudo fin a l’ultimo l’onor del Veneto Gonfalon, onorandolo co sto atto solenne, e deponendolo bagnà del nostro universal amarissimo pianto. Sfoghemose, cittadini, sfoghemose pur, e in sti nostri ultimi sentimenti coi quali sigilemo la nostra gloriosa carriera corsa sotto al Serenissimo Veneto Governo, rivolgemose verso sta Insegna che lo rappresenta, e su de ela sfoghemo el nostro dolor.
Par trecentosettantasette anni le nostre sostanze, el nostro sangue, le nostre vite le xe stae sempre par Ti, o San Marco; e fedelissimi sempre se avemo reputà Ti con nu, nu con Ti; e sempre con Ti sul mar nu semo stai illustri e vittoriosi.
Nissun con Ti ne ha visto scampar, nissun con Ti ne ha visto vinti e spaurosi!
E se i tempi presenti, infelicissimi par imprevidenza, par dissension, par arbitri illegali, par vizi offendenti la natura e el gius de le genti, non Te avesse tolto da l’Italia, par Ti in perpetuo sarave le nostre sostanze, el nostro sangue, la vita nostra e, piuttosto che vederTe vinto e desonorà dai toi, el coraggio nostro, la nostra fede se avarave sepelio sotto de Ti!
Ma za che altro no ne resta da far par Ti, el nostro cor sia l’onoratissima to tomba, e el più puro e el più grande to elogio le nostre lagreme!”
Infine una piccola sitografia di siti utili a comprendere fin quanto oggi sia radicato in Veneto il ricordo della loro Repubblica:
http://confederazioneveneziana.org/
http://www.venetinelmondo-onlus.org/