Archivio per Giugno 2008

Peregrinazioni notturne

Anche stanotte si è fatta quasi l’una. E come ogni notte d’estate pur volendo dormire non trovo la forza di andare a coricarmi. Le notti estive mi attirano, sono sinuose, morbide, accoglienti, più delle loro consorelle invernali. Tra un giorno ho un esame e seppur preso dall’ansia del ripasso, me la sto prendendo comoda. Spero non troppo comoda, i professori non attendono i nostri ritmi, vogliono risultati, e se possibile successi. In sottofondo ferretti in versione PGR, in questo momento è l’unico tipo di musica che riesco a digerire, in cerca di calma, la calma che forse il buon vecchio giovanni lindo ha trovato. Io invece la calma la trovo alla notte, quando son solo in casa, con i miei genitori (finalmente!) fuori dai piedi. Quando ci son loro a casa, e soprattutto nei weekend, è un tormento. E io peregrino di notte, tra musica, libri, parole, blog. Queste sono le mie notti.

Libri su libri

Ritorno a scrivere, dopo quasi venti giorni di silenzio. Non badate all’ora, mi è venuta semplicemente venuta voglia di buttare giù quattro idee sul mondo che mi circonda, su me. E il bello di avere un portatile sempre in stand-by con vicino dei sempreverdi fogli bianchi è proprio di aver la potenza della scrittura a portata di mano, ogni ora del giorno. Cosa combino ora? Ovviamente mi preparo agli esami, anche ad inizio estate. Per lo studio non c’è mai fine. Arriva l’estate, birra e notti insonni. Ma in confronto a tante trascorse estati buttate nel vuoto dell’ozio, ora impiego il tempo delle mie notti alla guardia con le letture. Leggo tutto quello che voglio e che mi passa per la testa, cercando sempre uno spiraglio di sonno. Leggo e scarico. Emule, mio buon fedele compagno, mi nutre di elementi con cui divertirmi (serie tv prevalentemente), in attesa di serate da spendere a Genova, magari con qualche buon amico.

Ma ora pensiamo a libro manoscritto, che l’esame si avvicina.

James Clifford, mie personali opinioni

Giocoforza per un esame ho dovuto leggere e informarmi su James Clifford, antropologo americano.

E’ un personaggio strano, non il tipico studioso accademico della materia, ma una persona a mio parere complessa e con vari strati culturali di formazione.

Partito con studi storici, poi passato all’antropologia per amore di una ragazza, appassionato di letteratura, in pratica tre discipline riassunte nella sua linea di pensiero antropologica.

Recentemente l’ho ribattezzato il “Ginzburg antropologico” per la sua moltitudine d’interessi e per la sua insanità negli scritti. Certe volte sono completamente senza filo logico.


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