Il cavaliere “oscuro”

Non è un post su Berlusconi, questo va premesso, ma una breve recensione su “Il cavaliere oscuro”, il nuovo, ennesimo film su un supereroe, in questo caso Batman.

Ultimo in successione temporale del fiume torrenziale di film hollywoodiani su l’uomo pipistrello, questo in sè rappresenta la novità della “contemporaneità” del mondo DC. Non più un mondo fantastico, una Gotham City non localizzata, ma una città “americana” nel vero senso del termine: addirittura i protagonisti arrivano pure a Hong Kong! Il Batman è più veritiero, con sue turbe psichiche e con la costante del “bello, affascinante ma antieroe”, dove vive una vita in solitario, dove solo 4 persone conoscono la sua vera identità, e dove solo una donna poteva amarlo, ma rifiuta una vita con lui per la sua doppia identità. Quindi c’è la traccia sia di un personaggio ricco, bene in vista, attraente, vincente, sia di un uomo sostanzialmente solo nella lotta contro la giustizia e contro se stesso. Non spendo due parole per il Joker perchè ovunque sono state spese: gli hanno dato l’aspetto di uno psicopatico uscito da una puntata di Law & Order: SVU o da Criminal Minds. Sostanzialmente un pazzo svitato paranoico. L’uscita del film sicuramente è stata condizionata dalla rappresentazione, ormai abitudinaria, di tutti gli eroi a fumetti in carne ed ossa. L’unica speranza che, anche questo Batman ultra moderno, non ci sia un abuso (come per Spiderman, ultimamente fa veramente cagare) mediatico e che non diventi (come lo è stato un pò il primo film) un film solamente da “box office”.

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