Se volete ridere e imparare qualcosa, ecco a voi la sit-com filosofica!!! Nietzsche & Schopenhauer nella vita comune!
La mia vita in Balbi 4, ancora per un anno!!
Se volete ridere e imparare qualcosa, ecco a voi la sit-com filosofica!!! Nietzsche & Schopenhauer nella vita comune!
Io mi son sempre chiesto come mai ogni anno si tenevano le “Giornate della Memoria”. Le consideravo un retaggio del passato, visto che ormai sappiamo tutti cos’è successo agli ebrei nella Seconda Guerra Mondiale, e non sono a loro. Io sono uno di q
uelli che cerca sempre di guardare al futuro in maniera positiva.
Però dopo aver visto solo il titolo di questo gruppo (di facebook) e qualche commento all’interno (il gruppo s’intitola “TRASFORMIAMO GLI ZINGARI IN PELLETS”) sono dell’idea che l’umanità ha ancora bisogno di questo promemoria di portata mondiale. Anzi! Non solo per gli ebrei, dovrebbe diventare simbolo questo 27 gennaio anche per gli armeni, per i curdi, per i palestinesi, per ogni minoranza di questo mondo soggetta a torture e violenze. Pure per gli zingari.
Avere fiducia per l’umanità e vedere questi gruppi fondati in un social network come facebook, che è portato al dialogo e alla condivisione reciproca tra esseri umani ha di per sè qualcosa di odioso. E mi dà ancora sui nervi che siano proprio degli italiani, i quali vivono in un paese (sì immerso dai problemi) ma in cui si gode libertà civile e nel quale si è protetti e intrisi di valori quali libertà e carta dei diritti umani ha qualcosa di schifoso. Cosa insegneranno ai loro bambini? Spero che quel gruppo sia uno scherzo… scherzo di cattivo gusto, ma solo uno scherzo…
Mentre ero in facoltà oggi, bevendo il mio solito caffè (chiamarlo caffè è troppo ma non saprei trovare altro termine, tranne che “detersivo”), mi ha destato l’attenzione un volantino di un noto centro sociale genovese il quale invitava tutti a una serata musicale intitolata “IN SOLIDARIETA’ PER LA PALESTINA”. Due gruppi invitati: i “PASTICCIO METICCIO” e i “ROMANIAN GIPSY”. Fin qui niente di strano, direte voi. Peccato che, leggendo la descrizione del primo gruppo musicale si nota un’anomalia, non molto giustificabile in un volantino anarchico. Cito testualmente:
“apertura della “PASTICCIO METICCIO” che è composta da 12 giovani tra magrebini, italiani,mediorentali che suonano musiche ebraiche dell’Est-Europa tradizionali e rivisitate (kletzmer) .”
Ma come!! “12 giovani tra MAGREBINI, ITALIANI, MEDIORENTALI“??? Loro che dovrebbero combattere l’idea di razza e di distinzione etnica e sociale usano termini che identificano chiaramente (dal punto di vista razziale?? culturale???) delle categorie razziali umane. Italiano… cosa significa?? O anche magrebino! (a prima vista per la persona di strada magrebino è il vucumprà). Il così tanto declamato e contrastato (per riferimento a fatti o libri nello specifico del criticismo al relativismo spulciare quelli di Pera-Ratzinger) relativismo culturale non c’insegna che alla fin fine l’ITALIANO come concetto non esiste? Chi sarebbe l’italiano, l’uomo italico? Quello sognato e idealizzato con delle caratteristiche morfologiche ben precise dal Fascismo Mussoliniano e dai gruppi di destra estremista (quindi non tanto alto, capelli castani, vita bassa, il tipico uomo o donna mediterranea), oppure si considera come ITALIANO, quindi di NAZIONALITA’ (che anche differenziare le nazionalità ci sarebbe da fare un discorso grossissimo) pure Fiona May??
Se son loro a insegnarci a levare dal nostro cuore e dalla nostra cultura le differenze etniche e razziali forse prima dovrebbero stare attenti ai termini che usano pure per i loro volantini. Visto che di questi tempi la parola sta subendo una svalutazione, forse sarebbe il caso, in difesa di una causa più che giusta (entro certi limiti che i centri sociali qualche volta scavalcano allegramente), quindi quella della pace e dell’unione di tutti gli uomini senza badare al colore della pelle o della religione, a stare attenti a quello che si scrive.
Inizia il 2009, un nuovo anno, ma che anno sarà?
Già dai preamboli sembra preannunciarsi un anno difficile per il mondo intero. Esiste sempre lo spettro della recessione mondiale che aleggia sulle teste della popolazione (poi sulla recessione e sulla fantomatica crisi delle famiglie italiane scriverò un a
ltro post), il classico blocco del gas russo sull’Ucraina (il volpone di Putin colpisce ancora… vuole a tutti i costi i territori filorussi posti in Ucraina), e ora è pure presente l’ennesima escalation in Terrasanta, tra Hamas, l’organizzazione terroristica e politica al potere in CisGiordania, e Israele, nazione che si è mossa in difesa degli attacchi di Hamas.
Ormai son dieci giorni di combattimenti sfrenati, da quando Hamas ha lanciato un potente attacco missilistico verso i territori israeliani. Di pronta risposta Israele prima ha incominciato a bombardare pesantemente tutta la Striscia di Gaza con bersagli armamenti e postazioni militari di Hamas (ma anche spesso intenzionalmente o meno case e luoghi abitati), mentre due giorni fa, a incominciare un attacco di terra alla città di Gaza con effetti devastanti sulla popolazione e sulla comunità internazionale.
L’Europa ha mosso i passi per una mediazione la quale, insieme all’immancabile Egitto, da anni nel ruolo di mediatore e di pacificatore per i paesi della Lega Araba, vorrebbe portare a un cessate il fuoco da ambo le parti e un rispetto del passato trattato di pace.
Cosa possa portare questa guerra in Medio Oriente è presto detto: a una spaccatura mondiale su due fronti, con partiti avversi anche all’interno dei paesi mediatori. Da una parte paesi che propongono un cessate il fuoco “generico” ai due belligeranti, dall’altra che vorrebbe che fosse Hamas a muovere il primo passo e rispetta la decisione d’Israele di “autodifesa” verso il proprio territorio.
Che Hamas sia stato lo status belli della questione nessuno lo mette in dubbio, la prima mossa, il bombardamento missilistico del territorio israeliano è inaccettabile, ma siamo sicuri che Israele in questo momento non stia approfittando della situazione e abbia in mente un obiettivo diverso da quello di “ripulire” la Striscia di Gaza dai terroristi? Anche la chiusura di Israele a qualsiasi tipo di trattativa con Hamas secondo me è un chiaro segnale di questo attacco fin troppo esagerato. Inoltre sarà interessante vedere la posizione che prenderà il neo-presidente Obama verso lo stato ebraico. Non credo che la politica americana verso Israele possa cambiare di tanto…