Archivio per Febbraio 2009

Week-end di riposo!

Dopo una settimana di fatiche e di stress (provato inutilmente) mi concedo un week-end di riposo (e di lavoro) in quel di Siena!

Che cosa farò? Questo…

sliding-stop!

Prossima settimana Open Week di Facoltà!!! (10 febbraio ore 15-18 Balbi2-4-6, Genova)

Dobbiamo proteggere i negazionisti

In queste ultime settimane ha imperato la polemica sul vescovo negazionista lefebriano il quale ha negato la Shoah e le camere a gas.

Non riprenderò le polemiche parola per parola, ma volevo far riflettere, e ricordare che ognuno è libero di esprimere il parere che vuole, per quanto errato.

Io non sono un negazionista, anche se da storico in erba mi piacerebbe leggere un’opera saggistica di questi studiosi i quali negano, con prove, l’esistenza della Shoah agli ebrei nella II Guerra Mondiale e l’uso vero e proprio delle camere a gas. Credono che sia stata tutta una montatura sionista in modo da ottenere uno stato in Palestina e la comprensione e l’accettazione di tutto il mondo.

Dicevo che non sono un negazionista, e sono pure un lettore di Uhlman e di Frank. Da piccolo mi è stata insegnata la vicenda della Shoah e io, dal mio profondo, la reputo vera.

Però non obbligherò mai un negazionista a stare zitto, nè a ritrattare le sue affermazioni. E’ libero di credere (e anche di provare) che la diaspora ebraica non sia mai successa, ed è anche libero di propagandare il suo pensiero al mondo.

Per usare le parole di Voltaire: “Io combatto la tua idea, che e’ diversa dalla mia, ma sono pronto a battermi fino al prezzo della mia vita perche’ tu, la tua idea, possa esprimerla liberamente.”

E’ questo lo spirito vero della democrazia. Proteggere la parola altrui, finchè democraticamente rispetta le altre.

Se non si fa si rischia di creare tanti altri casi simili al processo di Galileo. E non è che se uno non ha la ragione come ce l’aveva Galileo non deve avere lo stesso trattamento di comprensione. Tutti, quando sono obbligati al silenzio e al ritrattare le proprie teorie sono pari a Galileo, perchè si mina a loro la libertà di parola, libertà intransigibile e indiscutibile.

Vite parallele – fatti di cronaca nera

Due fatti di cronaca nera: uno stupro perpetuato da 5 rumeni nei confronti di un’italiana e un barbone indiano bruciato vivo da un gruppo di ragazzini italiani.

Un’assurda legge del contrappasso sembra avvicinare questi due episodi così lontani (non geograficamente, uno è stato commesso a Guidonia e l’altro nella stazione FS di Nettuno, cittadine entrambe nel Lazio), ma entrambi barbarici, di un’empietà cinica e disumana.

Altra legge del contrappasso: nel primo episodio è stata vittima un’italiana, giovane di 21 anni, la voratrice, col suo fidanzato, appartati un una stradina di periferia fuori mano. Nell’altro la vittima è un barbone indiano, che dormiva, come fanno molti barboni, all’interno della stazione FS.

I colpevoli anche loro fanno parte di questo assurdo intreccio tra i due eventi: gli uni 5 ragazzi rumeni, evidentemente sbandati, e dall’altra un gruppetto id giovani ragazzi italiani, tra i 17-28 anni. Entrambi sbandati, una vita quasi da “papponi”, degna di un racconto crudo di Pasolini.

Altro legame: le reazioni. Per il primo caso ci son stati significativi casi di neo-razzismo,  fomentato dalla Lega e dalla Destra, dall’altro un accorato appello dei politici e in prima linea del Capo dello Stato a questo allarme di razzismo che sembra ritornato nel nostro paese.

Quello che possiamo trarre noi d’insegnamento da entrambe le vicende è chegli extracomuniati non sono tutti “cttivi” e “malvagi”, e quindi possono essere linciati, picchiati, perdendo noi l’umanità che abbiamo acquisito in anni di storia. Anche il caso accaduto alla deputata dei Radicali è un allarme in sè. Non si perde la propria umanità davanti a chi non ne ha mostrata. Inoltre, anche all’interno dello “straniero” si può dividere in elementi buoni e in elementi cattivi. Molti, quasi la totalità son venuti qui per cercare una nuova vita, in un Paese che si reputa democratico e pieno di principi egualitari, con i diritti umani che sono rispettati. Son loro che scappano invece da luoghi nei quali la speranza di un futuro e di libertà è oscurata da principi mancanti, quali la possibilità, citando la Costituzione degli Stati Uniti d’America, la ricerca della propria felicità personale.

Il fatto dello stupro è di per sè raccapricciante, ma non per questo dobbiamo rendere tutti uguali a loro gli stranieri che vivono da noi. Mi sembra una cosa infantile.

Tornando invece all’altro fatto di cronaca, quello dell’indiano bruciato vivo, è un indizio di come le nuove generazioni crescano senza stimoli e quindi siano “allo sbando”, vivendo quasi in un film di Kubrick (Arancia Meccanica), o in un film come quello di Pasolini (Accattone). Giovani i quali magari hanno tutto in casa, pc, internet, ipod, ma i quali manca da parte dei genitori un’educazione e un’osservanza dei principi stessi del vivere in un paese democratico come il nostro. Una mancanza di attenzioni in questo caso fondamentale. E, ritornando al discorso sugli extracomunitari, anche tra gli italiani ci sono “pecore nere”. Perchè allora per quel barbone non si è alzato lo stesso polverone di sdegno che si è sollevato per la ragazza di Guidonia?


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