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Vite parallele – fatti di cronaca nera

Due fatti di cronaca nera: uno stupro perpetuato da 5 rumeni nei confronti di un’italiana e un barbone indiano bruciato vivo da un gruppo di ragazzini italiani.

Un’assurda legge del contrappasso sembra avvicinare questi due episodi così lontani (non geograficamente, uno è stato commesso a Guidonia e l’altro nella stazione FS di Nettuno, cittadine entrambe nel Lazio), ma entrambi barbarici, di un’empietà cinica e disumana.

Altra legge del contrappasso: nel primo episodio è stata vittima un’italiana, giovane di 21 anni, la voratrice, col suo fidanzato, appartati un una stradina di periferia fuori mano. Nell’altro la vittima è un barbone indiano, che dormiva, come fanno molti barboni, all’interno della stazione FS.

I colpevoli anche loro fanno parte di questo assurdo intreccio tra i due eventi: gli uni 5 ragazzi rumeni, evidentemente sbandati, e dall’altra un gruppetto id giovani ragazzi italiani, tra i 17-28 anni. Entrambi sbandati, una vita quasi da “papponi”, degna di un racconto crudo di Pasolini.

Altro legame: le reazioni. Per il primo caso ci son stati significativi casi di neo-razzismo,  fomentato dalla Lega e dalla Destra, dall’altro un accorato appello dei politici e in prima linea del Capo dello Stato a questo allarme di razzismo che sembra ritornato nel nostro paese.

Quello che possiamo trarre noi d’insegnamento da entrambe le vicende è chegli extracomuniati non sono tutti “cttivi” e “malvagi”, e quindi possono essere linciati, picchiati, perdendo noi l’umanità che abbiamo acquisito in anni di storia. Anche il caso accaduto alla deputata dei Radicali è un allarme in sè. Non si perde la propria umanità davanti a chi non ne ha mostrata. Inoltre, anche all’interno dello “straniero” si può dividere in elementi buoni e in elementi cattivi. Molti, quasi la totalità son venuti qui per cercare una nuova vita, in un Paese che si reputa democratico e pieno di principi egualitari, con i diritti umani che sono rispettati. Son loro che scappano invece da luoghi nei quali la speranza di un futuro e di libertà è oscurata da principi mancanti, quali la possibilità, citando la Costituzione degli Stati Uniti d’America, la ricerca della propria felicità personale.

Il fatto dello stupro è di per sè raccapricciante, ma non per questo dobbiamo rendere tutti uguali a loro gli stranieri che vivono da noi. Mi sembra una cosa infantile.

Tornando invece all’altro fatto di cronaca, quello dell’indiano bruciato vivo, è un indizio di come le nuove generazioni crescano senza stimoli e quindi siano “allo sbando”, vivendo quasi in un film di Kubrick (Arancia Meccanica), o in un film come quello di Pasolini (Accattone). Giovani i quali magari hanno tutto in casa, pc, internet, ipod, ma i quali manca da parte dei genitori un’educazione e un’osservanza dei principi stessi del vivere in un paese democratico come il nostro. Una mancanza di attenzioni in questo caso fondamentale. E, ritornando al discorso sugli extracomunitari, anche tra gli italiani ci sono “pecore nere”. Perchè allora per quel barbone non si è alzato lo stesso polverone di sdegno che si è sollevato per la ragazza di Guidonia?

Inizio del nuovo anno all’insegna delle bombe… la Terra Santa in fiamme.

Inizia il 2009, un nuovo anno, ma che anno sarà?

Già dai preamboli sembra preannunciarsi un anno difficile per il mondo intero. Esiste sempre lo spettro della recessione mondiale che aleggia sulle teste della popolazione (poi sulla recessione e sulla fantomatica crisi delle famiglie italiane scriverò un a20878ltro post), il classico blocco del gas russo sull’Ucraina (il volpone di Putin colpisce ancora… vuole a tutti i costi i territori filorussi posti in Ucraina), e ora è pure presente l’ennesima escalation in Terrasanta, tra Hamas, l’organizzazione terroristica e politica al potere in CisGiordania, e Israele, nazione che si è mossa in difesa degli attacchi di Hamas.

Ormai son dieci giorni di combattimenti sfrenati, da quando Hamas ha lanciato un potente attacco missilistico verso i territori israeliani. Di pronta risposta Israele prima ha incominciato a bombardare pesantemente tutta la Striscia di Gaza con bersagli armamenti e postazioni militari di Hamas (ma anche spesso intenzionalmente o meno case e luoghi abitati), mentre due giorni fa, a incominciare un attacco di terra alla città di Gaza con effetti devastanti sulla popolazione e sulla comunità internazionale.

L’Europa ha mosso i passi per una mediazione la quale, insieme all’immancabile Egitto, da anni nel ruolo di mediatore e di pacificatore per i paesi della Lega Araba, vorrebbe portare a un cessate il fuoco da ambo le parti e un rispetto del passato trattato di pace.

Cosa possa portare questa guerra in Medio Oriente è presto detto: a una spaccatura mondiale su due fronti, con partiti avversi anche all’interno dei paesi mediatori. Da una parte paesi che propongono un cessate il fuoco “generico” ai due belligeranti, dall’altra che vorrebbe che fosse Hamas a muovere il primo passo e rispetta la decisione d’Israele di “autodifesa” verso il proprio territorio.

Che Hamas sia stato lo status belli della questione nessuno lo mette in dubbio, la prima mossa, il bombardamento missilistico del territorio israeliano è inaccettabile, ma siamo sicuri che Israele in questo momento non stia approfittando della situazione e abbia in mente un obiettivo diverso da quello di “ripulire” la Striscia di Gaza dai terroristi? Anche la chiusura di Israele a qualsiasi tipo di trattativa con Hamas secondo me è un chiaro segnale di questo attacco fin troppo esagerato. Inoltre sarà interessante vedere la posizione che prenderà il neo-presidente Obama verso lo stato ebraico. Non credo che la politica americana verso Israele possa cambiare di tanto…

Riflessioni sul problema rom

Per scrivere questo post, soprattutto in questi tempi, dovrei fare una premessa in un altro post. Questo non vuole aizzare flame o accuse di essere comunista, fascista, stalinista o che altro. Conosco benissimo l’origine di questi termini (avendoli studiati per bene) e quindi non ho bisogno di lezioni da chiunque altro su pagine di storia dell’umanità.

Leggo e seguo molto meticolosamente il problema rom che in questo momento molte città d’Italia hanno, Milano, Roma e Genova su tutti. Da quanto ho capito, senza riassumere il tutto, il “problema” sta nel “dove posizionare” i rom nell’urbanistica cittadina, visto che molti quartieri non accettano di avere l’accampamento rom sotto casa o nei parcheggi adiacenti condomini (come il caso a Genova della Sciorba o di San Desiderio, oppure come la baraccopoli della Foce di fanciullesca memoria). Facciamo un salto nel tempo, alle origini della storia dei rom. Col termine “rom” si designa una popolazione di lingua indoeuropea che si staccò dall’India verso l’XI secolo e arrivò in Europa attraverso l’Asia Minore, sparpagliandosi un pò in tutta Europa lungo i secoli (similmente alla diaspora ebraica). I Rom, da non confondersi con i rumeni (di origini mediterranee e slave come etnia) o con gli stessi slavi meridionali (croati, serbi, sloveni, bosniaci, erzegovini, montenegrini e kosovari, macedoni e pure i greci, per 1/4 di sangue), hanno nel loro “DNA” il nomadismo, ovvero si autodefiniscono un popolo nomade, quindi in eterno movimento.

Madre rom col bambino

La loro caratteristica nomade è stata salvaguardata dall’Unione Europea, dando a quelli che si definivano “rom” una serie di leggi speciali per salvaguardare la loro culturae il loro essere “nomadi” (agevolazioni alle frontiere dell’Unione, finanziamenti, etc…). Molti comuni italiani, tra cui quello di Genova, aiutano i Rom con una serie di “buoni benzina” e con assegni mensili, in modo da aiutarli nella “permanenza” in città. Peccato che, per fare un esempio, i nomadi da noi della Foce sono presenti da quasi 20 anni. E, dichiarandosi rom, vogliono avere ancora di più, come case popolari (invece da destinare a famiglie disagiate italiane ed extracomunitarie, molto più bisognose). Ma se vogliono una casa, casa costruita di mattoni, con tutti i confort di tutte le case popolari che possano offrire, non diventano automaticamente sedentari e quindi perdono la loro caratteristica transimante? Cioè, da popolo nomade (con tutti i benefici del caso), non diventano popolo sedentario (come la quasi totalità dei popoli della Terra) e quindi in teoria perdono lo stato di “Rom” e diventano extracomunitari a tutti gli effetti? Secondo me sta qui il punto cardine del problema rom: se vogliono mantenere il loro carattere nomade, benissimo, niente da dire, ma lo devono seguire, quindi ogni mese spostarsi di città in città, come prevede la legge. Se vogliono diventare sedentari, beh, nessun problema, ma si devono cercare un lavoro come tutti i cristiani (e non) e sottostare ai doveri dello stato, volenti o nolenti, perdendo il loro status.

Mi sembra semplice, no?


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