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Sulla dittatura: piccole riflessioni

Questa sera scrivere mi riesce abbastanza facile, mi spiace solo di non avere un’ottima retorica per iscritto così come l’ho a voce.

Piccole riflessioni sulla dittatura come forma di governo:

La dittatura a scopo economico è funzionale. Nazionalista di natura, sviluppa le industrie nazionali e integra le mancanze con nuovi possedimenti industriali. Inoltre a livello economico cerca sbocchi nel mercato internazionale bloccando allo stesso tempo l’importazione di prodotti esteri.

La dittatura a scopo popolare è anch’essa funzionale. Per il popolino non serve più informarsi, si distribuiscono dei dogma, delle linee di pensiero precise. Credere diventa fede pura e cieca nel partito/dittatore al potere. La dittatura non si fa problemi, se la segui ti dà tutto, senza battere ciglio. Se segui l’iter farai strada.

La dittatura a livello militare è superlativa. Sviluppa e rende la leva obbligatoria. Aumentano i ranghi nell’esercito, si rafforza il carattere dei giovani, si tengono allenati gli adulti come riservisti. S’inviano in loca stranieri pronti a far nuove conoscenze.

La dittatura ha un piccolo difetto: mina l’indipendenza del singolo, la libertà del gatto, del cane e del canarino, così come quella del bambino, del vecchio, del letterato, del popolo. La dittatura non ti fa scegliere il cibo di tuo gradimento, ti fornisce il cibo dicendoti di startene zitto. La dittatura ti tiene occupata, in attività inutilie non nocive al regime. La dittatura ti soddisfa nei tuoi pensieri più bramosi, aumentando il potere della nazione, FACENDOTI credere che TU sei forte, invece è L’ALTRO ad esserlo.

TU, piccolo operaio, studente, contadino o dir si voglia, hai solo da perderci.

Che significato ha essere fascista?

Continuo sullo stesso tema del precedente post. Anzi, è stata proprio la notizia del post precedente ad aver scatenato oggi a tavola in mensa (molto luogo da universitari).

Risultato della discussione (pensiero posto al globale, non ai protagonisti di quella specifica discussione): da mia analisi viviamo ancora per alcuni in una sorta di post-’68 annacquato, dove gli USA sono il male, CCCP (non il gruppo) è il bene e i soldati sono tutti fascisti. Forse non se la sono data che i tempi son cambiati? Che il comunismo non è bene, che i manifestanti e i no-global non sono tutti buoni (come non sono tutti buoni i poliziotti e soldati), che la guerra la si fa proprio in modo diverso e non con stile grande invasione. Che in tutto c’è un doppio fine, una doppia politica, ma nello stesso tempo i proletari non ne sanno nulla. Servirebbe una bella dose di revisionismo storico in certe frange della sinistra estrema e anche in quelle della destra estrema, qui le cose non vanno proprio.

E così come essere fascista nel XXI secolo (anche nell’idea stessa del fascismo) è inutile, essere comunista e no-global oggi è inutile. E’ inutile dire che Cuba è un territorio libero, perchè non lo è, come dire che il fascismo migliora lo sviluppo dell’Italia. Sì, lo migliora, certamente, ma cancella la libertà singola, quella altrui, quella del popolo.

In tutto, proprio in tutto, anche in me, c’è uno Yin e uno Yan, un bene e un male, ma è nell’Universo questa componente. E voi direte: allora è inutile essere di qualche ideologia? No, lo potete anche essere, ma certe volte usate anche il cervello oltre che testi insulsi. Informatevi, informatevi! Anche dalle fonti opposte, dall’altra sponda.

Non c’è peggio dell’ignoranza proletaria.

Siamo in Italia! Ciarrapico, PdL e fascismo.

In una pausa piuttosto lunga prima d’incominciare il lavoro per il giorno dopo per le varie lezioni (ben 20 pagine di fotocopie su vescovi, monaci tutti in Medioevo Style), mi apprestavo a una minima informazione dalle rassegne stampe dei principali giornali italiani (sostanzialmente tre: Il Sole 24 Ore, La Repubblica e il Corriere della Sera) non mi poteva cadere l’occhio storico sulle affermazioni di tale uomo corrispondente a nome di Ciarrapico, candidato al Senato del PdL.

Facendo la piccola premessa che non voterò certo per PdL ma neanche Pd, e che sono antifascista ma col cervello, codesto uomo soffre ancora di anacronismo. Ma il Fascismo non si è rivelato una forma di potere inadeguata e insulsa per il nostro Paese? E poi, nel 2008, a quasi 70 anni ormai dall’era fascista, ha ancora senso parlare di fascismo? Di buttare legna su un fuoco che ormai si è estinto? Il fascismo è nato come risposta alla fame e ai problemi dell’Italia post Grande Guerra, quando ci trovavamo con una nazione in ginocchio e alla fame, seppur vincitori (quasi di Pirro). E affermare che lui non ha

Mai rinnegato il fascismo

ha senso avendo passato pure un revisionismo storico? Persino Fini ha dichiarato codeste parole «Fosse dipeso da noi… – ha detto Fini allargando le braccia – non è stata una nostra scelta».E se non è stato lui, ex-fascista rinnegato, chi è stato? Ovviamente Berlusconi, forse questa volta prendendosi un granchio grosso come una casa e portandosi nella sua casupola politica un problema spinoso quanto un campo di cactus lungo la Route 66. Persino Bossi gli è andato contro. Cosa vuole ancora per farsi dire che è stato un errore fatale inserire nelle liste Ciarrapico? Una telefonata di Mussolini?

è quello alla vostra sinistra! ma non è un comunista…


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