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Sacripans Ruttandis, il documentario!

Riproposizione di un vecchio post ma quanto mai di attualità.

Ecco a voi il sacripans!!!

 

Qui oggi raccontiamo le abitudini quotidiane di un animale strano, a voi ignoto, il “sacripans ruttandis”. Il suddetto animale si aggira in luoghi già battuti in precedenza, con pratiche consuetudinarie a livelli di banalità allucinante.

Il “sacripans ruttandis” si sveglia molto presto e, vestendosi sempre allo stesso modo in modo da essere riconosciuto subito da chiunque lo guardi, parte presto per il suo luogo di convivenza quotidiana con gli individui della specie umana, la facoltà, tipico luogo di perditempo. Arrivando prestissimo,subito compie un giro di ricognizione nell’ateneo alla ricerca di volti noti. Una volta individuati, compie una sorta di copione-canovaccio sugli argomenti topos , spiegando dettagliatamente i problemi del luogo in questione e aggiungendo il suo piano quotidiano di vita.

Alle 9 scatta sapientemente a occupare subito il posto frequentato il giorno precedente, e, una volta lasciate tonnellate di segnali della sua presenza, si aggira per la facoltà sempre in cerca di qualcuno con cui dialogare.

In mattinata compie moltissimi giri, e anche altre attività superflue che ogni essere umano non farebbe mai: come approfondimenti inutili, dialoghi già effettuati e, tra un litro di acqua e l’altra, riesce a perdere tempo con una capacità allucinante. Definito l’antifiga, riesce ad allontanare ogni donna decente nel raggio del suo rutto.

Normalmente si ciba di un bue sacrificale, spesso ridotto a pezzi e immesso in una specie di contenitore. Tutto questo viene definito dagli antropologi che hanno studiato il soggetto il “paninazzo”, storpiato anche nella variante linguistica “paninais”. Ogni “paninazzo”, secondo gli studi di dietetica, sarebbe capace di nutrire metà della popolazione dell’Africa per una cinquantina d’anni netti. Infatti per farlo mangiare, l’ONU e la FAO hanno messo da parte riserve di buoi muschiati, di vitelli e maiali capaci di tenere in vita una popolazione di 50000 abitanti in previsione di un attacco atomico. Tutto questo corrisponde alle riserve di cibo planetarie.

Dopo aver consumato il “fiero pasto”, il nostro esemplare si mette in posizione di riposo x almeno 3 ore, tempo del cibo di superare indenne l’esofago, si concentra su altrettante 3 ore inutilmente con problemi inutili e frasi di circostanza, non interrompendo la sua aura di superiorità e il lavoro dei superlativi succhi gastrici capaci anche di forare un muro di cemento armato.

Verso la sera o esegue il rito del cosiddetto “aperitivo”, che consiste in una “coca-colais” e in un’abbuffata inumana, e nei consueti discorsi consumati in giornata a suon di rutti e cose del genere.

Infine se ne torna a casa, contento di non aver combinato nulla.

 

Un’immagine del sacripans, una delle sue emanazioni:

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